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A proposito di: Viaggio in Armenia – Nordic Walking per monti e per valli, in collaborazione con Original Armenia Tour Operator 2° giorno

2° GIORNO: YEREVAN – SAGHMOSAVANK – AMBERD – BYURAKAN – YEREVAN Dopo colazione, partenza per visitare il santuario di Saghmosavank (dei Salmi), eretto proprio sul bordo di un profondo canyon, formato nei secoli dallo scorrere del Fiume Kassakh, in un luogo panoramico e di suggestiva bellezza: la chiesa principale del complesso – dedicata a Surb Sion venne eretta nel 1215 e appartiene al tipo delle chiese cruciformi, con cupola cosiddetta ad ombrello.

Santuario di Saghmosavank (dei Salmi).

Si salgono le pendici del Monte Aragats (un vulcano spento di oltre 4.000 m) per visitare le vestigia della Fortezza di Amberd. Pranzo tipico presso una casa contadina. A seguire, visita all’Osservatorio astronomico di Byurakan che, in epoca sovietica, ha compiuto diverse ed importanti scoperte scientifiche, fra cui l’individuazione di stelle a flare, supernovae, oggetti di Herbig-Haro e nebulose cometarie (si chiederà la disponibilità del Direttore per una visita guidata). In alternativa, se la programmazione cittadina di Yerevan lo consente, partecipazione ad uno spettacolo musicale o all’opera, nell’apposito teatro. Cena e pernottamento. A PIEDI: 10 KM ca.

AMBERD – In questo sito paleolitico gia’ nell’eta’ del Bronzo fu costruita la piazzaforte di Urartu’ (urartese), anche per le caratteristiche naturali del luogo. Era uno dei piu’ importanti avanposti militari del regno armeno. La fortezza di Amberd fu soprattutto famosa nell’epoca romana e cristiana, quando il castello attuale fu cosruito, allargato e ricostruito in epoche successive.

Alcune fonti affermano che la fortezza ed alcuni tratti delle mura furono costruiti nel 7˚ secolo, durante il regno dei Kamsarakan (l’era delle invasioni arabe), quando Amberd era la sede estiva dei re.

Uno dei politici e scienziati armeni piu’ famosi del medioevo, Grigor Maghistros Pahlavuni (fu anche prete nella citta’ di Ani), in una delle sue lettere (intorno al 1050) dice che agli inizi del 10˚ secolo la fortezza e le costruzioni vicine appartenevano ai potenti principi Pahlavuni. La dinastia dei Pahlavuni gareggiava con quella dei Bagratuni e, per un periodo, i Katholikos armeni venivano eletti tra i rappresentanti di questa dinastia. Amberd divenne la loro sede quando Vahram Pahlavuni, nel 1026, costrui’ la chiesa (come testimonia l’iscrizione custodita sull’entrata nord). Vahram fortifico’ il complesso con spesse mura e aggiunse tre torri dal lato della gola del fiume Arqashen. Negli anni 1070 i selgiuchidi conquistarono Amberd e la trasformarono in una base militare.

Il periodo del dominio dei Pahlavuni fu pieno di avvenimenti burrascosi: I selgiuchidi, che avevano invaso l’Armenia, conquistarono la fortezza e la trasformarono in una base militare; piu’ tardi fu conquistata dai bizantini, per poi essere riconquistata ancora una volta dai selgiuchidi. Nel 1196 i soldati armeno-georgiani del re Orbelian e della regina Tamara (risiedenti in Georgia), sotto la guida del generale Zakare’ Zaccarian, liberarono la fortezza. Da allora la fortezza venne donata ai Zaccarian. I Zaccarian liberarono quasi tutto il territorio armeno, per cui segui’ un periodo di pace e di prosperita’ e in molti luoghi vennero costruiti e ingranditi monasteri, chiese e castelli. Nei secoli 12˚-13˚ Amberd si doto’ di robuste mura e torri semicircolari, mentre il castello e le altre costruzioni vennero restaurati.

Nel 1215 Amberd divento’ il centro amministrativo dei Vachutian (procuratori dei Zaccarian). Nel 1236 i mongoli conquistarono e rasero al suolo la fortezza, che alla fine del 13˚ secolo, venne restaurata da parte dei Vachutian. Vache’ Vachutian e sua moglie, Mamakhatun, svilupparono attivita’ in favore dei monasteri di Tegher, Saghmosavanq e Hovannavanq che si trovavano nei dintorni della fortezza.

La grande fortezza fu abbandonata e perse definitivamente la sua importanza alla fine del 14˚ secolo (l’era di Tamerlano) fino ai primi scavi del 20˚ secolo che si realizzarono nell’area della fortezza. Negli anni 70 furono effettuati lavori di restauro principalmente a favore della chiesa. Dal 2004 cominciarono lavori di restauro e di consolidamento. Nonostante cio’ il castello e la fortezza rimangono monumenti altamente pericolosi.

La vita nel Castello.

Amberd Fortress, Armenia

Nell’Armenia medievale la vita scorreva cosi’ come in altre parti del mondo durante il feudalesimo: servi, schiavi e scribi servivano il loro padrone e la sua famiglia.

Le nostre apprensioni sulla vita del castello sono certamente fantasiose. Quel modo di vivere ci e’ arrivato tramite film o letture medievali. In realta’ la vita nel castello non era facile nemmeno per il padrone e la sua famiglia.

Una delle difficolta’ consisteva nel riscaldamento: c’era solo il camino il cui fuoco doveva stare sempre acceso. Certo, il riscaldamento era assicurato solo per la famiglia del padrone. I servi, i soldati ed altri erano costretti di accontentarsi di deboli lampade e sopportare inverni gelidi. Il castello, anche nei mesi piu’ caldi dell’anno, era freddo ed umido, e per tutti, probabilmente, era preferibile lavorare e passare la maggior parte del tempo all’aria aperta.

Il giorno cominciava sempre al mattino presto, quando uno dei soldati di guardia, con una tromba, segnalava l’inizio della giornata. I servi appena svegliati accendevano il focolare in cucina e il camino del salone principale: si cominciava la preparazione della colazione. Siccome il pranzo veniva servito al pomeriggio, rimaneva abbastanza tempo per fare la pulizia delle stanze, lavare i piatti, preparare il pranzo che veniva cucinato in pentole di metallo.
Quando si svegliavano il padrone e la signora, le cameriere mettevano in ordine le loro stanze, scopavano il pavimento, svuotavano i vasi da notte e lavavano i recipienti. Le lavandaie cominciavano subito il loro lavoro. Dopo una colazione leggera il padrone e la signora andavano in chiesa per la preghiera mattutina.
Siccome il padrone del castello aveva anche grandi terre e possedimenti, dove lavoravano contadini, una parte della giornata era occupata, evidentemente, con problemi di carattere agricolo. Questo lavoro era svolto insieme ad alcuni collaboratori. Spesso uno dei consiglieri era un religioso: la chiesa aveva infatti un ruolo importante nelle questioni laiche e politiche. Alcuni dei piu’ famosi vescovi e politici (come ad esempio Grigor Maghistros Pahlavuni) davano il loro contributo alla realizzazione di piani politicamente importanti per il paese. Con la loro attivita’ cercavano di prevenire divisioni interne e di mantenere la saldezza rispetto ai nemici esterni.

Gli uomini si occupavano di caccia. La caccia con il falco faceva parte alla cerimonia mattutina. Nel medioevo aveva grande diffusione la caccia al cinghiale, alla gazzella, al capriolo, alla pecora selvaggia come all’orso e alla pantera.

Delle necessita’ della signora del castello si occupavano le donne di servizio, mentre le signorine nobili la intrattenevano. Principalmente era la signora che seguiva i lavori delle donne del castello, e’ cioe’ le donne addette alla cucina, al ricamo e alla tessitura.

I soldati di stanza rappresentavano la difesa del castello. L’esercito del castello era composto da cavalieri, guardie e sentinelle. Durante le invasioni ogni soldato sapeva il proprio posto e quello che doveva fare. Nonostante la semplicita’ delle armi, l’arte medievale del combattimento era davvero una scienza complicata.
La vita nel castello, probabilmente, era viva e rumorosa: i fabbri lavoravano il ferro, i soldati si addestravano, i bambini, dopo la scuola, giocavano e facevano chiasso. Diversi artigiani lavoravano nel cortile interno, forgiavano armi e corazze, oggetti da cucina, cerchi per le botti, strumenti di lavoro come l’ascia, ecc.

Durante i giorni festivi le preoccupazioni sembravano dimenticate. I contadini, insieme con gli altri abitanti del castello, si divertivano e si sentivano piu’ liberi e spensierati.

Riguardo a Nordic Walking Staff

Nordic Walking Staff
Il Nordic Walking è una tecnica che oltre ad insegnare a godere e riscoprire la natura, dato che si pratica all’aria aperta, fa bene al cuore e alla circolazione, rafforza braccia e spalle, migliora la postura della schiena e tonifica glutei e addominali. E’ un modo facile, poco costoso e divertente di gustare uno stile di vita sano ed attivo.

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