*…in cammino…*
Attenzione! Avrai tempo fino al 10 marzo per perfezionare l’iscrizione, inviando il modulo di adesione e versare la caparra…il più è fatto!!!
Organizziamo:
“Il Cammino di San Benedetto”
Un “cammino” nel mondo benedettino, ma anche un “pellegrinaggio” sui luoghi di santi a volte popolarissimi, come Rita da Cascia, Francesco d’Assisi, Tommaso d’Aquino; oppure meno noti, come Giuseppe da Leonessa o Agostina Pietrantoni.
“Il Cammino di San Benedetto si propone di unire, attraverso sentieri, cararecce e strade a basso traffico, i tre luoghi più importanti per la nascita e lo sviluppo del movimento benedettino: Norcia, Subiaco e Montecassino.” (Simone Frignani).
A partire da Norcia, paese natale di San Benedetto, bella cittadina alle pendici dei monti Sibillini, percorreremo la prima parte di questo splendido itinerario tra Umbria e Lazio, alla scoperta di luoghi e borghi poco conosciuti, attraverso estese faggete, antiche vie di transumanza, prati e pascoli dell’Appennino centrale. La bellezza della natura, le ampie vedute panoramiche dei monti Sibillini, i monti Reatini e i paesaggi agresti, ci accompagneranno passo dopo passo, fino a giungere a Cascia, il paese di Santa Rita, al borgo medievale di Monteleone di Spoleto, con la sua spettacolare Torre dell’Orologio, all’incantevole Leonessa, fondata nel 1278 da Carlo d’Angiò, a Poggio Bustone, luogo tanto amato da San Francesco d’Assisi, a Rieti ed infine a Rocca Sinibalda, tappa conclusiva del nostro “pellegrinaggio”.
Sarà un “pellegrinaggio” con zaino in spalla: itinerante, storico-culturale, religioso (con possibilità di richiedere trasporto zaino).
Programma Dettagliato
- 1° giorno – da Spoleto a Norcia
Ritrovo: alle ore 16.30 alla Stazione FFSS di Spoleto, da dove alle ore 17.20, prenderemo il bus che ci porterà a Norcia, dopo un tragitto di circa un’ora.
Spoleto di raggiunge:
– in treno, gli orari si trovano facilmente sul sito: http://www.trenitalia.com/
– auto (car pooling). Si può parcheggiare gratuitamente nelle vicinanze della Stazione FFSS
Alloggio: ostello con colazione.
Cena: trattoria tipica in centro a Norcia.
*NORCIA*
E’ una graziosissima cittadina adagiata nella piana di Santa Scolastica, ai piedi dei monti Sibillini, che in ogni stagione sono in grado di attirare amanti della montagna per la bellezza, incontaminata e selvaggia, di quei luoghi. Castelluccio di Norcia, adagiata sul pian Grande (un vasto altopiano a 1.500 metri di altezza), è un luogo d’altri tempi in cui la Natura la fa da sovrana. Durante il mese di Giugno, l’intero Piano si riveste di fiori variopinti che attirano amanti della Natura da ogni parte d’Italia ed anche dall’estero. La fioritura di Castelluccio è veramente qualcosa di indescrivibile, e solamente chi l’ha veduta può realmente rendersi conto di quanto la Natura possa arrivare a dare spettacolo.
Norcia, oltre che per la sua fortunata collocazione geografica, l’aria salubre e l’atmosfera tranquilla che vi si respirano, ci conquisterà anche per la bellezza dei suoi monumenti. Di origine antichissima, nel corso dei secoli ha risentito di eventi sismici a volte catastrofici; nonostante ciò, il patrimonio artistico della cittadina è cospicuo. I monumenti più importanti sono disposti intorno alla piazza centrale. La Basilica di San Benedetto, risalente al XII secolo, con la splendida facciata gotica, il rosone e i fregi dei quattro evangelisti, che la tradizione vuole costruita sui resti della casa natale del santo. Su un fianco della basilica il rinascimentale Portico delle misure, un mercato di cereali al coperto; poi sempre sulla piazza sorgono la Castellina, una residenza fortificata dello stesso periodo; la cattedrale di Santa Maria Argentea, e il Palazzo comunale. Molti altri ancora i monumenti e gli angoli pittoreschi di Norcia, da scoprire senza fretta andando a zonzo per le sue tranquille viuzze.
Imperdibili le funzioni che si tengono in Basilica, interamente cantate in gregoriano da un gruppo di monaci per lo più di provenienza americana che circa dieci anni fa hanno fatto rivivere la vita monastica a Norcia, cessata con le soppressioni napoleoniche.
- 2º giorno – da Norcia a Cascia
Descrizione della tappa: il nostro cammino inizia da Norcia, città natale di San Benedetto, alle pendici dei Monti Sibillini. Dopo una visita al centro storico, purtroppo gravemente danneggiato dal sisma del 2016, inizieremo il nostro cammino che ci porterà verso Cascia, attraverso ampi prati e boschi, attraversando il Piano di Santa Scolastica per poi scavallare i Monti.Difficoltà: T – Turistico
Dislivello in salita: 480 m
Dislivello in discesa: 420 m
Lunghezza del percorso: km 17,7
Tempo di percorrenza: ore 4 – 6Alloggio e cena: albergo.
*CASCIA*
DICI CASCIA…E SUBITO PENSI A SANTA RITA!
E’ un legame forte e inscindibile quello che unisce Rita, la “santa degli impossibili” con la sua terra. Non potremmo immaginare Rita fuori dal contesto di una Cascia sul finire del XIV secolo. Una terra di passaggio, dilaniata dal conflitto tra Guelfi e Ghibellini, e da profonde rivalità familiari. Rita va contro corrente: nell’epoca degli odi, Rita è capace di perdonare. Ed è capace di sopportare con coraggio un marito dal carattere difficile che le verrà barbaramente ucciso; sa tenere testa ai propositi di vendetta dei figli che morranno colpiti dalla peste; riesce a tollerare con umiltà e determinazione l’avversione della badessa che inizialmente le si oppone; e porta amorevolmente in fronte per quindici anni, fino alla morte, una spina della corona di Cristo, alle cui sofferenze può ben dire di partecipare. C’è qualcosa di sublime nel coraggio con cui questa donna affronta le sofferenze della vita. Senza mai perdersi d’animo, nè lamentarsi: al contrario, avendo sempre sulla bocca una lode al Signore. Sarà forse questo il segreto di una popolarità che davvero non ha confini?
Senza ombra di dubbio, Rita è una santa che sentiamo vicina: così umana, nel suo destino, pur tragico ma affrontato sempre a testa alta, di moglie e di madre. In Rita c’è molto del carattere delle contadine umbre: un’altera semplicità unita a fierezza, amore per la famiglia, valori veri. Nella nostra “carrellata” sui luoghi del Cammino non possiamo dunque che partire da quel graziosissimo borgo dove Rita nasce, passa la fanciullezza e l’adolescenza, si sposa ed ha i due figli: quella Roccaporena che è un vero gioiello sotto ogni punto di vista.
Per la singolare collocazione geografica: il minuscolo borgo è collocato al fondo di una piccola gola, profondamente incisa dal fiume Corno, là dove il fiume si trova ad aggirare una slanciata rupe, lo “Scoglio Sacro” che, proprio come uno scoglio marino, si slancia per qualche centinaio di metri sopra il fondo della valle. Qui, Rita amava fermarsi a pregare, in modo così intenso da lasciare impresse le impronte delle ginocchia e dei gomiti nella sommità della roccia. Si può raggiungere la sommità dello Scoglio percorrendo una via crucis di 300 scalini: e, oltre che la santità del luogo, non ci potrà lasciare indifferenti l’impagabile panorama che si può godere dalla cima, che spazia dai Sibillini, a Nord, ai Monti Reatini verso sud. Da non perdere anche la casa di Rita, con l’annesso Orto del Miracolo, dove in pieno inverno sbocciò una rosa e maturarono due fichi, e la chiesa di San Montano, del XIII secolo, ove Rita si sposò.
Poi (anzi prima, secondo il Cammino) Cascia, unita a Roccaporena dal magnifico “Sentiero di Santa Rita”, in parte scavato nella roccia, che percorreremo. La visita dei luoghi “ritiani” inizierà necessariamente dal Monastero di Santa Rita, dove, secondo la tradizione popolare, la santa venne condotta in volo dai suoi tre santi protettori. Il monastero è una struttura antica, risalente al XII secolo, che ospita tuttora le monache di clausura. Ogni mezz’ora vi si tengono visite guidate dai padri agostiniani; ed è fortemente consigliato parteciparvi, per visitare luoghi unici dove si svolsero molte vicende della vita terrena della santa. Dopo ciò, saremo pronti per visitare l’adiacente santuario di Santa Rita, edificato in epoca moderna per ospitare le spoglie della santa, luogo di culto che richiama pellegrini da tutto il mondo.
Specialmente durante il mese di Maggio, quando, in occasione della festa di Santa Rita, il 22 Maggio, Cascia si riempie di un “oceano” di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Edificata sopra il paese, la chiesa di Sant’Agostino è molto interessante per l’interno stupendamente decorato; da visitare ancora le pregevoli chiese di San Francesco, Sant’Antonio, e la Collegiata di Santa Maria.
- 3º giorno – da Cascia a Monteleone di Spoleto
Descrizione della tappa: da Cascia, camminando su un bellissimo sentiero immerso nel bosco, raggiungeremo il borgo di Roccaporena, dove nacque Santa Rita, per salire fino al Sacro Scoglio, da dove godremo anche di una magnifica vista sui monti circostanti.
In seguito, ripreso il nostro cammino, ci attende l’incantevole borgo medievale di Monteleone di Spoleto.Difficoltà: E – Escursionistico
Dislivello in salita: 460 m
Dislivello in discesa: 180 m
Lunghezza del percorso: km 17,9
Tempo di percorrenza: ore 4 – 6Alloggio e cena: albergo.
*MONTELEONE DI SPOLETO*
Una natura troppo bella per essere vera: pascoli di un verde che stordisce, ritmi ancestrali, gente genuina. Tutto qui, è all’insegna della genuità. A partire dai cibi casarecci, per arrivare alla gente, di cordialità e semplicità tali che ti fanno sentire proprio bene. Insomma, un luogo dove ti fermeresti volentieri! Il borgo, dall’impianto medievale, sorge sopra un poggio a quasi 1.000 metri di altezza, in posizione panoramica sulla valle del Corno. Alle spalle ha un notevole passato storico, posta la sua ubicazione su antiche vie di comunicazione, al confine tra Stato pontificio e Regno di Napoli: memoria di questo confine rimane tuttora nei cippi posti sulle cordonate antistanti la Porta dell’Orologio.
Veramente interessanti sono la chiesa e il convento di San Francesco, al cui interno è possibile ammirare una copia della famosa biga, un carro da parata in legno di noce, rivestito di lamine di bronzo dorato, rinvenuta nel 1902 a Colle del Capitano, quasi subito trafugata negli Stati Uniti, e dal 1903 esposta al Metropolitan Museum di New York.
Il territorio monteleonese è anche rinomato per la produzione del farro di Monteleone dop, utile per preparare zuppe o piatti in brodo, ma anche pasta, biscotti, dolci e tante altre ghiottonerie! Ingrediente base di molte preparazioni gastronomiche in epoca romana, il farro cadde in disuso con l’avvento del grano, per essere poi riscoperto per le sue notevoli proprietà nutrizionali. Il Farro monteleonese viene “celebrato” durante la sagra del Farro, che si tiene ogni anno il 18 Agosto. Numerose, suggestive e, spesso, gustose, sono anche le altre feste monteleonesi. Il 16 Agosto si tiene la sagra degli “strascinati”, piatto tipico costituito da pasta corta condita con pecorino, uovo e salsiccia.
Parallelamente si svolge una rievocazione storica con gara di tiro con l’arco e altre prove di destrezza, da parte di esponenti dei tre terzieri di Monteleone. Il 17 Gennaio si celebra la suggestiva Festa di Sant’Antonio Abate. La prima Domenica di Settembre si festeggia la Madonna della Misericordia. Il 9 Dicembre si festeggia infine il Focone della Venuta: un falò, che spesso arde per due giorni, preparato dall’intera popolazione monteleonese fra canti sacri, per celebrare la venuta della Madonna.
- 4º giorno – Da Monteleone di Spoleto a Leonessa
Descrizione della tappa: Un rilassante e piacevole percorso perlopiù in piano, ci condurrà attraverso pascoli e boschi fino a Leonessa, cittadina circondata dai monti, che ci sorprenderà per la sua bellezza.Difficoltà: T – Turistico
Dislivello in salita: 200 m
Dislivello in discesa: 160 m
Lunghezza del percorso: km 13,1
Tempo di percorrenza: ore 4 – 6Alloggio e cena: IN ATTESA DI CONFERMA…
*LEONESSA*
Proseguendo lungo la terza tappa, percorriamo un magnifico altopiano, coltivato a farro e a patate, e con animali al pascolo, per giungere a Leonessa, un vero gioiello di cittadina, con caratteristiche davvero uniche.
Situata intorno ai mille metri di altezza, Leonessa fu fondata nel 1278 da Carlo d’Angiò per rafforzare il confine settentrionale del suo Regno di Napoli. Nel XVI secolo, Carlo V la concesse in feudo a sua figlia Margherita d’Austria: è in questo periodo che Leonessa conosce un enorme sviluppo culturale ed economico grazie alla lavorazione e al commercio della lana.
Così, a Leonessa rimaniamo affascinati da una cittadina medievale su cui sorge una città rinascimentale. Non basta. All’importanza storica e alle bellezze artistiche di Leonessa (numerose le chiese, tra cui il Santuario di San Giuseppe da Leonessa, santo cappuccino), si aggiunge la straordinaria collocazione geografica, proprio ai piedi dei Monti Reatini. Una fitta rete di sentieri si diparte da Leonessa, attraverso boschi ombrosi e sconfinati che d’autunno formano una mirabile tavolozza di colori. Leonessa è un posto che affascina. Anche per l’ottima gastronomia, comprendente salumi, paste, minestre, e uno svariato uso dei prodotti tipici, tra cui farro, tartufi, patate. E per il Folklore. Nell’ultima settimana di Giugno vi si tiene il celebre “Palio del Velluto“, che per una settimana fa rivivere a Leonessa l’atmosfera del Cinquecento. Il secondo fine settimana di Ottobre si tiene inoltre l’ormai tradizionale sagra della patata leonessana, il suo prodotto tipico più famoso.
Virtual tour: Chiesa di San Francesco – sec. XV – Chiesa di San Pietro – sec. XV
5º giorno – Da Leonessa a Poggio Bustone
Descrizione della tappa: Lasciata la splendida cittadina di Leonessa alle nostre spalle, un bel percorso tutto in salita attraverso una estesa faggeta, ci porterà a valicare i monti Reatini attraversando i prati di San Bartolomeo arriveremo al cippo che era il confine tra lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie, posto a 1510 mt. slm, per giungere infine a Poggio Bustone, paese tanto amato da San Francesco d’ Assisi.
Difficoltà: EE – Escursionistico per esperti
Dislivello in salita: 610 m
Dislivello in discesa: 730 m
Lunghezza del percorso: km 14,2
Tempo di percorrenza: ore 6 – 8
Alloggio e cena: ostello.
6º giorno – da Poggio Bustone a Rieti
Descrizione della tappa: Da Poggio Bustone ci attende un rilassante percorso verso il borgo di Cantalice, che raggiungeremo calpestando scalini antichissimi, tra splendide viste panoramiche sulla Valle Santa e i monti Sabini. Una sosta presso il Santuario de La Foresta, luogo dove soggiornò San Francesco d’Assisi, precederà l’ultimo tratto di strada prima di giungere a Rieti.
Difficoltà: T
Dislivello in salita: 200 m
Dislivello in discesa: 620 m
Lunghezza del percorso: km 17,4
Tempo di percorrenza: ore 4 – 6
Alloggio e cena: IN ATTESA DI CONFERMA.
*POGGIO BUSTONE*
POGGIO BUSTONE…e subito ti viene in mente Lucio Battisti! Giusto: il grande Lucio era nativo proprio di qui…terra bellissima dai grandi contrasti: dietro, gli estesissimi boschi dei Monti Reatini, con le loro grandiose faggete; davanti, la Valle Santa al cui centro si trovano due bei laghi; più oltre, i monti Sabini. Terra di gente semplice e ospitale; terra intensamente francescana.
Ah, quanto Francesco d’Assisi percorse in lungo e in largo la Valle Santa! Nello spazio di pochi chilometri, sono ben quattro i santuari francescani della Valle Santa: due (Poggio Bustone e La Foresta) sono raggiunti dal Cammino di San Benedetto; gli altri due (Fonte Colombo e Greccio) se ne discostano di poco. Francesco è indissolubilmente legato a Poggio Bustone da un episodio.
Si racconta che Francesco, entrando a Poggio Bustone, salutasse i paesani in questo modo: BUONGIORNO, BUONA GENTE! A ricordo di questo episodio, ancora oggi, il 4 Ottobre, festa di San Francesco, il Sindaco va in giro per vie e piazze del paese a salutare allo stesso modo i paesani. Della presenza di San Francesco a Poggio Bustone rimangono il Sacro Speco, una grotta che si apre su uno dei monti che sovrastano il paese, dove Francesco amava sostare a lungo a pregare; e il Convento di San Giacomo, un po’ più sotto, edificato intorno alla chiesetta e alle grotte in cui, all’epoca di Francesco, vivevano i frati. Un luogo di grande pace e bellezza, dalla vista panoramicissima. Il paese poi, con una miriade di casupole addossate le une alle altre, è un vero incanto per la sua splendida posizione, a dominio dell’intera Valle Santa. Poggio Bustone…quante EMOZIONI! (Ricordando Lucio). Un luogo che rimane nel cuore.
7° giorno – da Rieti a Rocca Sinibalda
Descrizione della tappa: altra tappa faacile, in piano, tranne l’ultimo tratto di salita per Rocca Sinibalda.
Attraversiamo la Valle del Turano per raggiungere la fine del nostro cammino in un gradevole paesino posto a dominio della valle.
Difficoltà: T
Dislivello in salita: 220 m
Dislivello in discesa: 60 m
Lunghezza del percorso: km 20
Tempo di percorrenza: ore 4-6
*ROCCA SINIBALDA*
Da Rieti ripartiamo per risalire la Valle del Turano, fino al lago del Turano: un magnifico specchio d’acqua creato negli anni ’30 del secolo scorso sbarrando il corso del fiume con una diga. Altimetricamente quasi piatta (eccetto una ripida salita finale), la tappa risale la valle del fiume Turano fino al graziosissimo borgo di Rocca Sinibalda. Grazioso e tranquillo, e in posizione molto panoramica a dominio della valle. Storicamente importante, nel medioevo l’imponente castello è stato di proprietà della famiglia Mareri, e qui vi è nata Santa Filippa, prima santa francescana.
Qualcuno si ricorderà forse di quel francobollo di quella serie “castelli” da lire 550…eccolo qua. Grande tranquillità e buona cucina, Rocca Sinibalda è una vera delizia!
N.B.: in caso di maltempo possono essere modificati i programmi giornalieri.
Da Rocca Sinibalda, un autobus a noleggio, ci riporterà a Rieti; qui giunti ognuno sarà libero di soggiornarvi per poi magari raggiungere Roma per un weekend o rientrare in piena autonomia.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: contattateci via mail o telefonicamente se realmente interessati.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 28/02/2019 (comunicare l’intenzione di partecipare).
COMPRENDE:
organizzazione del viaggio, guide dedicate, credenziale del pellegrino, t-shirt, bus privato per rientrare a Rieti, pernottamento, cena e colazione dalla sera del giorno di ritrovo al pomeriggio dell’ultimo giorno di cammino.
NON COMPRENDE:
quanto non specificato nella quota “COMPRENDE”.
L’EVENTO E’ RISERVATO UNICAMENTE AI SOCI ISCRITTI AD AICS EPS (Ente di Promozione Sportiva), CHE ABBIANO PARTECIPATO ALMENO AD UN CORSO BASE DI NORDIC WALKING, IN REGOLA CON L’ISCRIZIONE ALL’ASSOCIAZIONE MONTEGRAPPA.ORG 2018/2019, e con il certificato medico di idoneità sportiva non agonistica, corredato della rilevazione della pressione arteriosa e del tracciato ECG.
ATTENZIONE: E’ altresì consigliato, da parte dell’organizzazione, di accendere una polizza di assicurazione del tipo “Europ Assistance” multigaranzie (assistenza, rimborso spese mediche, bagaglio, infortuni in viaggio con estensione della copertura agli sport pericolosi, tutela legale, responsabilità civile verso terzi).
Contatti e informazioni:
Maria Daniela 349 4598108
Formatore Sportivo Nazionale AICS di Nordic Walking
Responsabile provinciale AICS di Nordic Walking
Naturopata ed Operatrice Shiatsu,
diplomata presso la Scuola di Naturopatia dell’Istituto Riza di Milano
Autrice di *Stretching Emozionale*
(Casa Editrice OI Books & Guides)
Maestro Formatore in “Stretching Emozionale®…la Danza delle Emozioni come Qualità dell’Anima…”
Consulente in Floriterapia dei Fiori di Bach secondo le “Nuove Terapie Esoteriche” di Dietmar Krämer.
Operatore Reiki II Livello.
daniela.trentini@tiscali.it (e-mail)
www.nordicwalkingtaoverona.it
www.stretchingemozionale.it
Daniela Trentini (Skype)
Maria Daniela Trentini (Verona) (Facebook)
Stretching Emozionale®“…La Danza delle Emozioni come Qualità dell’Anima… (Verona) (Facebook)
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Patrizio 347 2654335
Istruttore Nazionale AICS di Nordic Walking
Nordic Walking In Cammino (Padova) (Facebook)
TESSERAMENTO:
La campagna tesseramento all’Asd Nordic Walking Montegrappa è iniziata già il 1° settembre 2018 per l’anno 2018/2019. L’affiliazione con AICS prevede l’ anno associativo dal 1 settembre al 31 agosto dell’anno successivo. Pertanto tutte le tessere sociali sono scadute al 31/08/2018.
CHI NON SARA’ IN REGOLA CON IL CERTIFICATO MEDICO NON POTRA’ PARTECIPARE AI CORSI/ALLENAMENTI E ALLE ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE.
L’associazione Nordic Walking TAO®, supportata per le affiliazioni all’Ente di Promozione Sportiva AICS, dalla ASD Nordic Walking Montegrappa, propone per questo anno sportivo allenamenti gratuiti per i soci e l’organizzazione di uscite nel territorio di Veneto e Trentino.
Organizza inoltre le seguenti attività per i propri soci:
- escursioni di Nordic Walking alla scoperta del territorio in siti culturalmente e storicamente rilevanti;
- possibilità di partecipare ai corsi per la pratica di Nordic Walking, base e avanzati;
- allenamenti specifici con personale qualificato per i quali verrà richiesto un contributo spese;
- briefing e seminari su argomenti inerenti al Nordic Walking;
- incontri con i maggiori personaggi dell’ambiente del Nordic Walking;
- sconti e agevolazioni presso fornitori di beni e servizi e/o negozi sportivi convenzionati con l’associazione.
Per l’elenco visitare la pagina convenzioni e strutture.
Possono iscriversi o rinnovare l’iscrizione all’Associazione per l’anno 2018/2019 tutti i cittadini italiani e stranieri che intendono apportare, attraverso il loro contributo, un sostegno economico per l’organizzazione delle attività citate.
Le quote di tesseramento:
1 – Quota socio ordinario AICS (quota comprensiva iscrizione AICS): € 25.00.
2 – Per gli studenti l’associazione prevede un contributo di € 5,00 (quota comprensiva iscrizione AICS): € 20.00.
3 – Quota per i minorenni con un’età inferiore ai 16 anni “Sezione Giovanile”:
€ 20.00.
4 – Partecipazione agli allenamenti settimanali, previsto contributo quota annuale:
€ 60.00 (da diritto a partecipare a tutti gli allenamenti settimanali gestiti dall’Associazione).
Gli allenamenti sono previsti per i soci di tipologia 1 – 2- 3 con presentazione di certificato medico OBBLIGATORIO.
Fare attenzione alla scadenza del certificato medico che, se non rinnovato, fa decadere la possibilità di partecipare agli allenamenti fino alla presentazione di nuovo certificato medico.
NB. il certificato deve essere rinnovato ogni anno alla data della sua scadenza.
Gli iscritti all’Associazione Asd Nordic Walking Montegrappa hanno diritto a sconti presso partners ufficiali, presso locali e ambienti convenzionati e all’acquisto di materiale tecnico scontato presso i negozi convenzionati.
Polizza assicurativa AICS: clicca qui per la polizza base.
Possibilità di richiedere assicurazione con massimali maggiori in integrazione alla base (prevista anche con diaria giornaliera). Cliccare qui per avere una visione globale delle polizze assicurative.
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Nel bonifico bancario specificare Nome e Cognome e la dicitura “Iscrizione socio anno 2018/2019”.
Questa la tessera che verrà consegnata con il tesseramento:
Anche per quest’anno, la direzione nazionale Aics ha deliberato di non modificare il costo delle tessere e di riconfermare il costo delle affiliazioni. Tre, come al solito, le tessere a disposizione dei soci dell’Associazione, dal prossimo 1° settembre: quella associativa “generale” dedicata come detto al contrasto al cyberbullismo; quella sportiva che nella sua grafica mette in luce l’entusiasmo, l’attaccamento al proprio territorio, la spinta propulsiva dello sport specie tra i giovani; quella sociale non valida per le attività sportive e che anche nella sua grafica rilancia la promozione sociale come ponte tra le culture.
